L’importanza di comunicare

Fin dalla preistoria l’uomo ha avuto e manifestato la necessità di comunicare. Trovare un mezzo (medium) per farlo ha sempre rappresentato una sfida in grado di esaltare le capacità intellettive degli esseri umani. Quanto sia cambiata la comunicazione nei secoli è cosa nota e sotto gli occhi di tutti. Le nuove tecnologie hanno messo a disposizione un’infinità di possibilità comunicative, su come vengono utilizzate poi sarebbe il caso di aprire un altro capitolo, ma non è questa la sede e nemmeno vogliamo addentrarci in discorsi e approfondimenti da sociologi della comunicazione. Certo le nuove tecnologie hanno messo a disposizione strumenti che facilitano la vita dell’uomo, si pensi, ad esempio, alla stampa online e a realtà come Stampaprint.net in grado di fornire la possibilità di stampare riviste, biglietti da visita, ma anche gadget di vario tipo, abbigliamento e la carta intestata personalizzata, perché no?

Prima del linguaggio e della scrittura, però, l’uomo ha utilizzato anche i segni per cercare di farsi capire e un codice si è creato nel tempo legato a determinati segni e modi comunicativi realizzati utilizzando anche il linguaggio del corpo.

“La scrittura non è magia ma, evidentemente, può diventare la porta d’ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi. La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e illuminare l’interiorità.”

AHARON APPELFELD

Aharon Appelfeld (Wikimedia)

Ci sono poi stati, nel corso dell’evoluzione dei tempi, diversi sistemi di scrittura che si sono imposti in base alla lingua e anche al contesto geografico. Non bisogna dimenticare, infatti, che nelle diverse civiltà umane i sistemi di scrittura più completi sono stati quelli preceduti da sistemi di proto-scrittura, ideografici con rappresentazione di simboli mnemonici. Il sistema di scrittura codificato nelle lettere e nell’espressione linguistica risulta, quindi essere successivo a sistemi ideografici nati prima e, in alcuni paesi, rimasti.

L’uomo ha due grandi doti: la “parola” per dare suono ai pensieri, e la “scrittura” per darne loro un senso nel tempo.

Gianfranco Iovino (scrittore)
Agosto 2022
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